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Professioni verdi: formazione per rilancio green economy

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b_2013_DAG_AMBIENTE_GREEN_JOBS.jpgLe professioni verdi, i cosidetti green jobs su cui si fonda la green economy, rappresentano uno dei più promettenti settori di sviluppo e occupazione giovanile negli anni a venire.

in un periodo in cui la crisi economica e professionale ha incrementato le difficoltà di inserimento professionale per i giovani che , terminati gli studi universitari, si avvicinano per la prima volta al mondo del lavoro.

Per definire univocamente cosa si intenda per Green Economy, occorre far riferimento al documento “Towards a Green Economy: pathways to sustainable development and poverty eradication”, redatto nel 2011 dall’UNEP, il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente, in cui l’economia verde è definita come “l’economia che comporta un miglioramento del benessere umano e dell’equità sociale, riducendo al contempo in modo significativo i rischi ambientali ed i deficit ecologici”.Al riguardo, si è appena conclusa la Conferenza Nazionale “La Natura dell’Italia. Biodiversità e Aree protette: la Green Economy per il rilancio del Paese”, organizzata da Federparchi, l’Università Sapienza di Roma, la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e Unioncamere, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente. Una delle quattro sessioni tematiche della conferenza ha riguardato specificatamente le professioni verdi, l’occupazione giovanile e la nuova imprenditorialità, con particolare riferimento al ruolo della formazione nello sviluppo di competenze innovative a sostegno della Green Economy e dello sviluppo dei territori. I risultati ottenuti dai lavori svolti durante la conferenza, che ha visto la partecipazione congiunta della classe politica e del mondo scientifico (onorevoli, ministri e accademici esperti nel settore), hanno evidenziato quanto sia determinante, per l’Italia, il ruolo della formazione come leva strategica e irrinunciabile per uno sviluppo di una Green Economy che miri a una crescita dell’occupazione verde in un Paese in cui, già nel 2013, le assunzioni complessive di “green jobs” sono state 52.000, corrispondenti a circa il 9% del totale. Tali assunzioni si vanno a sommare ai circa tre milioni di persone che a oggi svolgono professioni verdi, in amministrazioni pubbliche o in aziende private.

a_2013_DAG_AMBIENTE_GREEN_JOBS.jpgI corsi di formazione sono stati ritenuti basilari per lo sviluppo della Green Economy, soprattutto perché il nostro Paese, nonostante sia uno dei leader nei diversi comparti coinvolti nell’economia verde, dallo sviluppo e distribuzione di tecnologie riguardanti le fonti rinnovabili alla progettazione di prodotti connessi all’efficientamento energetico degli edifici, è attualmente contraddistinto da una complessa burocrazia legiferante in materia di aggiornamenti professionali su patentini per certificatori, installatori e altre figure operanti nel campo della Green Economy. Inoltre, le filiere connesse alla Green Economy sono tutte contraddistinte da una spiccata innovatività, e sono per questo sottoposte a una incessante evoluzione che continua a generare nuove professionalità quali, ad esempio, il certificatore energetico, l’energy auditor, l’esperto di gestione dell’energia, il frigorista, e molte altre.

In quest’ottica, i corsi di formazione risultano, quindi, fondamentali per orientare le nuove generazioni verso le specifiche professionalità della Green Economy, offrendogli al contempo l’expertise richiesta per competere nei vari settori. Tali corsi devono essere organizzati e svolti avvalendosi di personale docente che offra ai partecipanti una panoramica a trecentosessanta gradi sulle tematiche che orbitano intorno al mondo della Green Economy: da docenti esperti nella normativa Comunitaria, nazionale e regionale sul tema, a personale tecnico in grado di fornire i dettagli e le soluzioni possibili riguardo le eventuali criticità che possono insorgere durante lo svolgimento di alcuni particolari green jobs, passando per accademici e ricercatori, la cui partecipazione come docenti è essenziale per presentare quali siano le innovazioni tecnologiche e le frontiere verso cui le varie filiere della Green Economy si stanno muovendo.

2013_DAG_AMBIENTE_GREEN_JOBS.jpgAlla luce di dette considerazioni, ISES Italia ha appena rilanciato la sua “Scuola di Alta Formazione”, sulla base delle pluriennali esperienze pregresse nei corsi di formazione nell’ambito delle diverse professionalità coinvolte nelle filiere delle energie rinnovabili e del risparmio energetico. ISES Italia è stata, infatti, la prima associazione nazionale per la promozione dello sviluppo delle fonti di energia pulita e dell’uso razionale dell’energia, e a oggi ha formato circa seimila soggetti tra professionisti, tecnici, docenti, manager, imprenditori e responsabili di amministrazioni pubbliche, anche grazie al patrocinio di Agenzie Energetiche, Enti Fieristici, Istituzioni locali, Ordini Professionali, Scuole e Università. Il successo finora ottenuto nei corsi di formazione di ISES Italia è fondato sulla particolare rete di contatti professionali che caratterizza l’associazione. Difatti, ISES Italia gode della collaborazione dei professionisti che lavorano all’interno delle aziende associate, tutte operanti nell’ambito della Green Economy e della sostenibilità energetica e ambientale, nonché del supporto di professori universitari e ricercatori che collaborano con ISES grazie alle interazioni professionali con varie Facoltà di ingegneria e architettura, che da sempre hanno caratterizzato l’associazione. La presenza durante i corsi di formazione di tali professionisti offre, inoltre, ai corsisti la possibilità di presentarsi e interagire personalmente con coloro che potrebbero essere in futuro i propri colleghi o datori di lavoro.

Nel particolare, attualmente i corsi di formazione proposti da ISES Italia riguardano diverse tematiche e figure professionali di riferimento: un corso di perfezionamento professionale di impianti minieolici, in cui viene mostrato come poter generare energia per autoconsumo e venderla alla rete tramite la gestione di impianti minieolici fino alla potenza di 1.000 kW, e poter sviluppare il proprio business; un corso per la progettazione e l’installazione di impianti a fonti energetiche rinnovabili, che intende offrire una panoramica delle principali disposizioni comunitarie, nazionali e regionali in materia di autorizzazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili; un corso su mini idroelettrico, biomasse e cogenerazione, che verterà su come poter realizzare, sviluppare e ottimizzare impianti idraulici di “piccola taglia” o “mini-hydro”, acquisendo una progettualità ottimizzata con il fine di ottenere ritorni economici interessanti; e infine, un corso su Solar cooling e roof cooling, che offrirà a progettisti e impiantisti una panoramica sui nuovi strumenti che permettono di integrare la già matura tecnologia solare termica con nuove macchine ad assorbimento per la generazione del freddo. Sono, inoltre, disponibili corsi ad hoc per le seguenti figure professionali: esperto in certificazione energetica degli edifici, per assicurare la qualificazione e l’indipendenza degli esperti o degli organismi a cui affidare la certificazione energetica degli edifici; esperto nella gestione dell’energia, allo scopo di fornire expertise nell’energy management, per poter gestire tutte le questioni riguardanti il campo energetico dalle tecnologie di efficienza energetica alle metodologie di valutazione di risparmio energetico; esperto in progettazione e gestione di impianti fotovoltaici, destinato a professionisti che intendono acquisire o approfondire le conoscenze e le competenze
sulle più innovative tecnologie impiantistiche, sulla normativa di riferimento e sul dimensionamento di impianti fotovoltaici; ed esperto nel Piano di Azione per l’Energia Sostenibile (PAES), per imparare a gestire i processi di implementazione e elaborazione di scenari energeticamente sostenibili. Alcuni corsi professionali sui green jobs sono aperti a tutti, mentre altri sono sempre contraddistinti da una serie di requisiti minimi da soddisfare per poter partecipare, in modo da poter trattare efficacemente e con maggior dettaglio le tematiche delineate nei programmi, sulla base del know how precedentemente acquisito dai partecipanti, attestato da particolari lauree conseguite. Inoltre, tali requisiti minimi sono gli stessi richiesti dalle normative vigenti per poter accedere a corsi di specializzazione per le stesse figure professionali.

In conclusione, considerando che si stima che la Green Economy offrirà da qui al 2020 più di 250.000 posti di lavoro in Europa, a cui va aggiunto un altro milione circa di posti di lavoro relativi al settore dell’efficienza energetica (la cosiddetta White Economy), risulta chiaro quanto sia determinante il ruolo della formazione professionale per permettere ai giovani italiani di poter stare al passo dei tempi con l’odierna offerta lavorativa, dando loro la possibilità di integrare le competenze acquisite durante gli anni di formazione universitaria con le nozioni necessarie per poter entrare nel modo del lavoro, continuando lo stesso percorso tematico iniziato durante gli studi.

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