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Ecomondo, l’Italia chiama la Cina

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cinaIl Ministro Galletti: “Accordo firmato che prevede un forum sull’economia sostenibile”.

Un accordo con la Cina per un forum annuale sulla Green economy e sullo sviluppo sostenibile. Lo ha stretto l'Italia con la Repubblica popolare cinese, come ha annunciato il Ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti alla Fiera di Rimini per l'inaugurazione di Ecomondo.

“Il Ministero dell’Ambiente - ha spiegato Galletti - ha firmato un accordo con il Governo cinese che prevede un forum sull’economia sostenibile, la green economy, da tenere un anno in Cina e un anno in Italia. Il mercato cinese crede in quello italiano come possibilità di sviluppo, c’è molta attenzione alla nostra economia”.

Il Ministro si è detto “onorato di essere a Ecomondo". "Ci siamo arrivati avendo compiuto, in campo ambientale, passi storici: abbiamo approvato e fatto entrare in funzione l’accordo di Parigi: un evento che attendevamo da tempo, tra i 60 Paesi che hanno approvato Parigi c'è l'Italia. Abbiamo indicato il futuro”.

Per Galletti, in questi vent’anni, Ecomondo ha avuto il merito di fare da precursore: “Ha gettato le basi - spiega Galletti - affinché l’ambiente diventasse un tema al centro dell’agenda della politica nazionale ma anche della politica europea. A Ecomondo si è discusso e si sono poste le basi perché si sviluppasse la cultura green, alla base dell'accordo di Parigi – ha aggiunto Galletti - Da qui deve rinnovarsi la spinta del Paese per fare ancora meglio. Ieri si è aperta la Cop22 a Marrakech e anche l’Italia sarà protagonista”.

Galletti ha poi voluto sottolineare il primato dell’Italia in Europa nelle politiche ambientali: “C’è una grande attenzione all’economia green italiana – ha detto - proprio perché, in questi anni, abbiamo investito sulle politiche ambientali e siamo tra i Paesi leader in Europa. Eppure, spesso non ce ne rendiamo conto. Siamo abituati a parlar male del nostro Paese, quando siamo all’estero lo dipingiamo peggio di quello che è. E invece i dati scientifici dicono che l’Italia è leader in tanti settori ambientali, è sufficiente dire questo per creare più attrattività delle nostre imprese all’estero e più investimenti in Italia. È proprio sulle politiche ambientali – ha spiegato Galletti - che sarà incentrata la crescita futura. La quarta rivoluzione industriale vedrà tra i driver principali l'innovazione, le reti digitali, l'intelligenza artificiale e anche l'ambiente, indispensabile per rendere l’economia competitiva”.

“Il tema ambiente diventa quindi driver di politica industriale preminente rispetto agli altri – ha sottolineato il Ministro - è il segnale di Industria 4.0: un piano industriale strategico che individua, tra i settori di sviluppo, quello ambientale. I Paesi e le imprese che lo capiscono prima saranno più concorrenziali nel nuovo mondo, e noi in questo abbiamo una grande leva, avendo già sperimentato pratiche innovative”.

“Il 2017 avrà alcune scadenze molto importanti – ha poi aggiunto Galletti - una di queste è il varo della direttiva UE sull'economia circolare. L'Europa ci dice: più prevenzione, più raccolta differenziata e meno discariche. Abbiamo fatto grandi passi in avanti sui primi due temo, ma sulle discariche abbiamo performance pessime: il 40% dei rifiuti finisce ancora in discarica, una vergogna di questo Paese che non si può tollerare. L’articolo 35 dello Sblocca Italia, in questo, mette ordine: occorre chiudere il ciclo integrato, le Regioni devono avanzare un piano per arrivare al livello dei target europei”.

"L'Italia - ha spiegato Galletti ai presenti degli Stati Generali della Green Economy - sosterrà fino in fondo la direttiva UE sulla economia circolare. Dico pero' con altrettanta chiarezza un'altra cosa: noi due anni fa abbiamo discusso con intensità la direttiva sulla riforma fiscale europea in campo ambientale. Ora è stata ritirata ed è sparita. La situazione in Europa è disomogenea: ogni Paese fa quel che vuole sulla fiscalità. Sarebbe un errore puntare un sistema fiscale ambientale in assenza di una direttiva europea, rischiamo di prendere una strada per poi dover tornare indietro tra qualche anno. La disomogeneità in campo fiscale è pericolosa per la concorrenza delle aziende in UE: sono pronto ad andare verso una fiscalità ambientale, ma nel quadro europeo con obiettivi e regole chiare che oggi non si vedono".

Il ministro ha anche citato alcuni risultati ottenuti, come gli Ecoreati nel codice penale, il collegato amgientale ("posso dire oggi che più del 50% delle norme del collegato ambientale ha un decreto attuativo") e la riforma delle agenzie ("I controlli non omogenei sul territorio erano un problema, abbiamo gettato le basi per controlli uniformi").

"Credo - ha aggiunto Galletti - che a inizio anno prossimo approveremo legge sui parchi: rivedere la governance per renderli più incisivi è indispensabile. E spero in tempi più veloci possibili di avere la legge sul consumo del suolo".

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